Il colore dominante della giornata è grigio. Grigio è il cielo, grigio il mio umore, grigio tutto quello che mi circonda, dentro e fuori.
Grigia è l'ansia che attanaglia lo stomaco, l'attesa di qualcosa, la paura o il timore per qualcosa d'altro.
Grigio mi appare lo schermo del pc, senza che riesca a comprendere bene quello che leggo, e a scrivere qualcosa di sensato. La mente è offuscata da una nebbia grigia, asfittica e opprimente, che la incatena stretta.
Grigio è il mondo fuori, che si muove a tratti veloce, a tratti sonnolento, in una specie di rimpianto per le feste appena trascorse e l'attesa di un inverno che ancora dominerà per due mesi.
Grigio, grigio ovunque, quando avrei bisogno di colore e di calore, di un raggio di sole, di un prato verde, di un sorriso di gioia, di una distesa di fiori profumati, di un aroma o un colore rassicurante, familiare, caldo, avvolgente.
So che questo grigio non mi si scrollerà di dosso fino a che non farà buio e finirà la giornata. Ma devo cercare lo stesso di allontanare il gelo che mi getta addosso, per non lasciarmi annullare in un grigio senza forme e senza più un senso.

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