E' cominciato tutto con un vento gelido, troppo gelido perfino per lei.
Poi la temperatura si è fatta mite, ed è scesa nella notte, silenziosa, candida e soffice, ad ammantare tutto di un solo colore, il suo: bianco.
Non c'è più il verde degli alberi, l'azzurro del cielo, il rosso dei tetti, la luce calda del sole. Niente. Solo bianco.
Tutto uguale, senza distinzione.
Coperto come da un mantello vellutato, accompagnato da altri fiocchi, dal vento di tormenta,dal gelo.
Pur nel movimento della tempesta, tutto appare come immobile, come se quel manto trattenesse gli alberi, gli uccelli, le nuvole, ogni cosa.
E il suo passo felpato, il suo cadere senza rumore inducono a parlare quasi a bassa voce,per non turbare questa specie di equilibrio, per non disturbare una quiete che appartiene ad un Essere Superiore, alla potenza della Natura, al Suo abbraccio gelido.
Mi sento in trappola, inibita nei movimenti di ogni giorno, scombussolata nei soliti ritmi, imprigionata da un ostacolo più forte di me.
Non oppongo resistenza, semplicemente mi sottometto al suo volere. Non si può fare altrimenti.
Solo ora, un timido raggio di sole irrompe e colora il mondo di giallo, di rosa e di verde, come le macchie di un pittore alle prime armi. E uno spicchio di azzurro si fa strada nel cielo.
Adesso è bello, il bianco, più brillante, più ammaliante, meno prepotente.
E' la cornice del paesaggio invernale, è la colonna sonora di una notte ghiacciata, è il giusto riconoscimento all'autorità della Natura.

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